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Cortometraggio “E LA VITA CONTINUA”

CORTOMETRAGGIO

E LA VITA CONTIUNUA

Presentazione

Il cortometraggio, della durata di 20 minuti, è diretto da Pino Quartullo e vede la partecipazione di un cast di livello nel quale spiccano Ricky Tognazzi, Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Pietro de Silva, Ludovico Fremont, Cesare Bocci, Laura Lattuada, Andrea Dianetti e Francesco Saverio Deodato.
E la vita continua è stato concepito come un’opera di marketing sociale e di importanza nazionale trattando il tema della donazione degli organi e dei trapianti.
La regia di Pino Quartullo intende affrontare questo tema in modo nuovo e originale in un cortometraggio che, grazie alla brillante sceneggiatura, al cast di altissimo livello, alla fotografia avvincente ed emozionante, saprà attrarre ed emozionare un pubblico sempre più esigente e partecipativo, attento alle tensioni e alle esigenze del nostro tempo.
L’iniziativa si iscrive nel programma di marketing sociale voluto fortemente dal Prof. Girolamo Sirchia (ex Ministro della Salute), al fine di promuovere cambiamenti per indurre nella popolazione comportamenti utili alla collettività, utilizzando strumenti e tecniche della pubblicità commerciale mutuate dal mondo cinematografico. Sempre in questo contesto lo scorso anno è stato prodotto sempre da Girolamo Sirchia per la Fondazione Il Sangue in collaborazione con Nicola Liguori e Tommaso Ranchino il cortometraggio Rosso Vivo (16 minuti) per la regia di Annamaria Liguori. L’opera, che ha visto la partecipazione di numerosi attori tra cui Lorenzo Balducci, Fabio Troiano, Pino Quartullo e Marco Iannone, si proponeva di promuovere la donazione di sangue, sempre problematica soprattutto nelle grandi città.

Sinossi

Lorenzo, giovane laureato in filosofia, d’estate lavora come bagnino. Attilio è un noto attore che soffre di una grave patologia epatica. Le loro vite s’incrociano in modo tragico e meraviglioso allo stesso tempo, attraverso la donazione dell’organo del ragazzo improvvisamente scomparso a causa di un incidente con la moto.
Attraverso la sensibilizzazione che il migliore amico di Lorenzo, Adriano, giovane speaker radiofonico, mette in atto nei confronti della famiglia, inizialmente contraria, e al lavoro del personale NIT, che coordina i trapianti nel nostro Paese da ormai 30 anni con risultati eccellenti, i familiari di Lorenzo acconsentono alla donazione degli organi. Grazie a questo gesto generoso, Attilio dopo una estenuante attesa, sempre sostenuto dalla moglie Giovanna e dal figlio Sandro, torna a vivere e a regalare al pubblico la sua arte e alla sua famiglia la passione per la vita. Nel tramonto di Lorenzo, c’è una nuova alba per Attilio, che lo fa sopravvivere eternamente grato a chi ha compiuto un gesto che regala la vita, la donazione degli organi.

Note di Regia

Il percorso nobile e avvincente del prof. Girolamo Sirchia e di sua moglie Anna Parravicini ha come obiettivo la sensibilizzazione delle coscienze usando il “cinema” come strumento seduttivo e persuasivo per far aumentare le consapevolezze della collettività; l’anno scorso hanno ideato e prodotto un cortometraggio per incentivare la donazione del sangue (Rosso Vivo, in cui io ero uno degli attori) e quest’anno, con la produzione di un nuovo cortometraggio, ci hanno voluto guidare nel mondo di chi ha urgente bisogno del trapianto di un organo per sensibilizzarci e favorire la donazione.
L’incarico di curare la sceneggiatura e la regia di questa nuova opera mi ha regalato una gioia speciale: una moltitudine di storie drammatiche ci circonda ogni giorno, ci sfiora, ma siamo molto assorbiti da problematiche personali e facciamo fatica ad accorgerci del grido di allarme di altri. A volte, anche facendo poco, potremmo fare molto per chi ha bisogno, se fossimo più attenti, se riuscissimo a distrarci più spesso da noi stessi.
Dopo aver individuato il titolo, E la vita continua, il mio passato di “commediante” mi ha spinto subito a cercare una strada parallela al dramma profondo di chi ha la vita legata ad un filo e di chi può aiutarlo a salvarla mentre perde la propria. Ho individuato un importante elemento di partenza su cui lavorare: una grande generosità che non riesce ad esprimersi, la vocazione non realizzata di un giovane che vorrebbe salvare delle vite.
Sono nato e vissuto in una città di mare e immediatamente ho intravisto la figura di un simpatico bagnino che ha il rimpianto di non essere mai riuscito a salvare nessun bagnante.
L’anima di un golden retriever inespressa. L’errore fatale del ragazzo di non indossare il casco mentre guida la sua moto, lo porta inconsciamente a realizzare questa sua vocazione: in seguito ad un tragico incidente, il suo fegato salverà la vita di un altro uomo.
Il combattimento dei sentimenti dei genitori del ragazzo-donatore, quando il suo corpo è ancora in vita , è una realtà molto frequente nei nostri ospedali e descriverla è materia assai delicata. Ho usato la voce off del giovane bagnino come guida narrativa del racconto, per alleggerire i momenti più drammatici e informativi della storia, cercando di rendere più quotidiane e reali le situazioni, senza mai diminuire la valenza “toccante” dei fatti.
Un cast di attori-amici eccellenti, le musiche di Pivio e di Aldo De Scalzi unite all’immenso  valore poetico delle canzoni di Vasco Rossi, un altissimo staff tecnico e artistico mi hanno molto aiutato a realizzare questa opera di sensibilizzazione che spero sia poco “spot” e molto “vita”. Per cercare di far sentire il grido degli altri un po’ più nostro.
[Pino Quartullo]