INTRODUZIONE AL CONVEGNO

Casa di Comunità di via Rugabella

I primi 2 anni dell’iniziativa

 Il Libretto della Salute

Ringrazio tutti i convenuti a questa riunione del 22 gennaio  che ha lo scopo di fare il punto sull’iniziativa Libretto della Salute alla presenza delle massime autorità regionali: il Presidente Avv. Attilio Fontana, l’Assessore Dr. Guido Bertolaso, la Direzione dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco Dr.ssa Maria Grazia Colombo e Dr. Enrico Frisone, il Direttore della Casa di Comunità di via Rugabella Dr. Roberto Infurna, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Il Sangue  e altri illustri ospiti interessati alla Promozione della Salute e alla Prevenzione Primaria Personalizzata a basso costo dopo 2 anni circa di lavoro (anni 2024 e 2025).

 In questi 2 anni abbiamo gettato le basi per realizzare una stabile collaborazione tra tutti gli interessati al progetto nella prima parte dell’Iniziativa, ossia la raccolta di un’anamnesi accurata ed autogestita ad opera di un gruppo di assistiti della Casa di comunità di via Rugabella, in buone condizioni di salute apparente e con l’aiuto di una app (finanziata da Fondazione Il Sangue)  scaricata gratuitamente  sul loro telefono mobile prima dell’incontro con il loro medico curante (Internista generale) operante nella Casa di Comunità insieme a numerosi medici specialisti e ad assistenti sociali del Comune. Questa aggregazione è notoriamente preziosa sia per il personale sanitario sia per gli assistiti che usufruiscono di un punto unico per accedere alle cure, in qualunque giorno dell’anno 24 ore al dì ed avere continuità di cura.

Una prima versione 1.0 della App, testata in un primo gruppo di pazienti, è stata migliorata e semplificata ed è programmata per il 2026 una ulteriore semplificazione verso una versione 2.0.   Inoltre due psicologhe collaborano con i medici curanti per aiutare i pazienti nella compilazione dell’anamnesi. Questa può essere trasferita al medico curante ad altri medici ogni qualvolta ritenuto necessario e il medico potrà integrarla con altre informazioni derivanti dalla visita medica e da altre indagini, dati che saranno comunicati in forma di referto sintetico all’assistito perché possa aggiornare la propria anamnesi sul suo smartphone. Questo sistema si spera possa assicurare una maggior accuratezza e completezza dell’anamnesi (in particolare familiarità e stili di vita) e offrire al curante più tempo per l’incontro medico- paziente, incontro che in tal modo può rivelarsi più efficace e gradito ad entrambi.

Questa prima parte del Libretto della Salute è quindi ben impostata e continuerà a migliorare progressivamente per essere poi valutata per stabilire vantaggi e costi.

Nel frattempo abbiamo avviato una seconda parte del Libretto che raccoglierà regolarmente tutti i dati clinici che permettono di attuare studi di medicina predittiva basata non solo sulla familiarità delle principali patologie croniche  degenerative (cardiovascolari,  tumorali, dismetabolismi,  demenze) e anche sugli stili di vita non salutari dell’interessato (e su altri determinanti sociali e ambientali) che sappiamo essere in gran parte responsabili di tali patologie invalidanti e relativi insostenibili costi che ne derivano ai servizi sanitari, e che generano forte preoccupazione anche in Italia per la tenuta del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Se non riusciamo a prevenire o ritardare la comparsa clinica di tali patologie, e il relativo grande consumo di costosi interventi sanitari, il destino del Servizio Sanitario Nazionale è segnato.  Inserendo gli assistiti in un programma di counseling e monitoraggio nel tempo è verosimile che si possa attuare una prevenzione primaria personalizzata a costi contenuti e un più saggio uso dei servizi sanitari con riduzione dei grandi sprechi che lo caratterizzano (inappropriatezza, medicina difensiva, disinformazione, speculazione, ecc.)

Per realizzare questo secondo obiettivo il Gruppo di Lavoro si accinge ad affrontare l’argomento con uno schema di raccolta dati per il monitoraggio nel tempo degli assistiti che vorranno partecipare alla sperimentazione, e che verrà condotta da esperti epidemiologi del nostro Gruppo di lavoro e che potrà consentire anche di studiare gli andamenti e quindi l’efficacia dei provvedimenti intrapresi. Le Implicazioni e le difficoltà del lavoro che ci attende sono molte ma confidiamo che la iniziativa trovi altre collaborazioni data l’importante ricaduta sugli assistiti, sulle Istituzioni, sui decisori politici, sul personale sanitario e, non certo ultimo, sul prestigio della medicina territoriale e sul suo ruolo cardine di un Servizio Sanitario moderno ed efficiente.

I primi segnali di questo miglioramento già sono visibili nella nostra sperimentazione, sia per la disponibilità dei partecipanti che per la qualità della partecipazione culturale.

 

 Un’ultima finalità della nostra iniziativa è quella di richiamare l’attenzione della Regione sulla Implementation Science, ossia sulla ricerca applicata che si propone di trasferire ai servizi sanitari l’enorme massa di conoscenze che la Ricerca biomedica genera in altri Enti e Istituzioni (Accademia, CNR, IRCCS), per migliorarli scientificamente. Di questo tipo di ricerca applicata (From bench to bedside) vi è oggi disperato bisogno e di questi compiti avrebbe interesse di farsi carico prioritariamente la Regione che è il gestore dei servizi sanitari e responsabile del loro buon andamento. È chiaro ormai che il buon funzionamento della sanità è sempre più un interesse di tutta la collettività e che esso è legato alla capacità e volontà dei singoli attori di lavorare insieme, di abbattere i silos, di collaborare apertamente e di immettere cultura di tipo medico e organizzativo nel sistema.

 

Girolamo Sirchia