
Il 28 settembre 2026 al Convegno Next to Me – Organizzazione e Innovazione per la sanità territoriale – Esperienze, modelli organizzativi e prospettive innovative per la continuità delle cure, si è parlato di come organizzare al meglio questa rete in un incontro che si è tenuto presso l’Aula dell’Ospedale Sacco alla presenza dell’Assessore all’Welfare Dr. Guido Bertolaso, del Direttore Generale Dr.ssa Maria Grazia Colombo, del Direttore Socio-Sanitario Dr. Enrico Frisone, del Direttore del Distretto Municipio 2 Dr. Fabrizio Gervasoni, del Direttore Distretto Municipio 1 Dr. Roberto Infurna e del Professor Girolamo Sirchia che ha avanzato una proposta di Fondazione Il Sangue.
Presenti moltissimi dirigenti della Sanità Regionale, tutti interessati a fare delle nuove strutture la molla per migliorare il Servizio Sanitario Regionale.

Intervento del Prof. Girolamo Sirchia
Case e Ospedali di Comunità
Per anni abbiamo lamentato il fatto che la sanità italiana fosse in predominante misura centrata sugli Ospedali invece che sul territorio. Infatti fuori dall’Ospedale vi erano solo i Medici di Medicina Generale che operavano isolati nel loro studio, ma non altre strutture che da decenni funzionavano in altri Paesi, quali la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità, che consentono di realizzare le cure intermedie (come le dimissioni protette dagli Ospedali per acuti, gli approfondimenti diagnostici per alcuni malati, la collaborazione di vari Medici di Medicina Generale (MMG) con gli specialisti sui singoli pazienti, l’assistenza socio-sanitaria per altri con la collaborazione degli Assistenti Sociali, che dipendono dal Comune anziché dalla Regione come tutti gli altri professionisti).
Oggi finalmente anche in Italia si stanno aprendo Case e Ospedali di Comunità, che non dovrebbero essere tutti uguali tra loro, ma modulati in base ai bisogni della popolazione che devono servire. In particolare sarebbe a mio avviso utile prevedere, oltre ai Medici di Medicina Generale o gli Specialisti ambulatoriali, delle Guardie Mediche dotate di chirurgia e di strumenti diagnostici per far fronte alle urgenze meno gravi, che oggi vanno al Pronto Soccorso ospedaliero, intasandolo e rallentando gli interventi di emergenza (infarti, ictus, traumi, ecc.) che sono ad esso più propri. Anche le liste d’attesa potrebbero giovarsi di queste strutture, soddisfacendo bisogni sanitari non urgenti che oggi attendono molto tempo prima di ottenere un appuntamento. Se ne possono giovare anche le continuità di cura, perché queste strutture dovrebbero lavorare in rete con tutte le altre già esistenti (Ospedali generali o specialistici, Residenze collettive per la cronicità, domicilio dei pazienti).
Sul sito www.fondazioneilsangue.com potete trovare per esteso la proposta della Fondazione Il Sangue in data 18 giugno 2026

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